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Il dottor Amato, Tommaso per gli amici, era una persona particolare, in molti lo raccontano e lo ricordano così. Il 5 marzo se n’è andato in punta di piedi, lasciando un grande vuoto umano e professionale. Accanto a lui la moglie Barbara amore di una vita e i figli.
 
Erano i primi anni '90, quando Tommaso Amato, radici campane con in tasca la laurea, conseguita a Napoli con conseguente specializzazione a Siena, scelse Arezzo.
Qui ha fatto tutta la “gavetta”: le pubbliche assistenze, il 118, i contratti a termine in ospedale, fino all’ assunzione nella Asl 8, oggi Asl Toscana Sud Est. Si è guadagnato tutto sul campo con profonda umiltà e amore per la sua Professione di medico chirurgo. Senza mai tirarsi indietro, con umiltà, serietà, garbo e gentilezza si è guadagnato uno spazio importante nella la comunità aretina e non solo. Il dottor Amato era un punto di riferimento e di speranza per tante pazienti. Grazie a lui molte donne hanno deciso di operarsi al seno ad Arezzo, evitando la migrazione sanitaria che comporta fatiche e sacrifici. A ricordare il professionista, il medico, l’uomo e l’amico sono i messaggi delle tante persone che lo hanno conosciuto. Molte donne ricordano la sua professionalità la sua umanità, oggi sui social scrivono: grazie!
 
La corsa, era una sua grande passione. Per lui la corsa è stato anche il suo passo veloce verso chi aveva bisogno, non solo come medico, ma come uomo, come cittadino consapevole. Aveva portato avanti battaglie importanti perché venissero riconosciuti i diritti ai più deboli e bisognosi.
Un uomo schivo e riservato, ma estremamente empatico. Capace di commuoversi fino alle lacrime quando si trovava a raccontare le sofferenze delle donne e di come era possibile buttare il cuore oltre l’ostacolo e vincere quella sfida.
 
“Umiltà e passione sono state la tua forza che ti hanno fatto diventare un chirurgo eccellente e un punto di riferimento per i pazienti” e ancora “uomo dall’animo gentile, chirurgo dalla mano attenta. Con passione hai cambiato nella Asl Toscana sud la storia della chirurgia della mammella”.
Buon viaggio dottore, continua a correre per vincere ancora e ... non essendoci parole, prendiamo in prestito quelle di Neruda per salutarti: “Una sola parola, logora, ma che brilla come una vecchia moneta: Grazie!”