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Arezzo, si torna i aula per il crac di Banca Etruria Arezzo, si torna i aula per il crac di Banca Etruria Arezzo, si torna i aula per il crac di Banca Etruria

Si è tornati in aula per il crac di Banca Etruria, filone “consulenze d'oro” l'ultimo aperto dalla procura di Arezzo. La pubblica accusa contesta agli imputati di aver speso circa 4 milioni e mezzo di euro in consulenze definite "inutili" e "ripetitive" affidate nel 2014 dal cda della banca per valutare, analizzare e successivamente avviare il processo di fusione con un altro istituto di credito di elevato standing, come richiesto dalle autorità bancarie.
 
In tutto 14 gli imputati in questo filone. Tra loro anche Pier Luigi Boschi, padre della ex ministra Maria Elena e ancora Alessandro Benocci, Rosanna Bonollo, Claudia Bugno, Daniele Cabiati (ultimo direttore generale della banca), Carlo Catanossi, l'ex vicedirettore Emanuele Cuccaro, Giovanni Grazzini, Alessandro Liberatori, Luigi Nannipieri, Luciano Nataloni, Anna Maria Nocentini Lapini, Claudio Salini e Ilaria Tosti.
 
Nell'udienza di oggi sono stati ascoltati due imputati Nataloni e Cabiati, mentre l'ex dirigente Sergio Bertani, responsabile del settore crediti, è stato ascoltato come testimone. In sostanza nella ricostruzione degli imputati emerge il fatto che la banca fosse considerata solida fino al 2012, in particolare Daniele Cabiati ha ricordato proprio in merito alle consulenze di aver dovuto rivedere lui stesso i costi delle stesse.
 
È stato anche specificato che “quanto speso e il numero dei consulenti incaricati, fosse logico in una situazione di questo tipo”
Nella prossima udienza fissata per il 23 di marzo, ci saranno le deposizioni dei consulenti della difesa, ma nessun altro testimone tra gli imputati.