Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

“Tanta paura, questo sì, nonostante sia stato un terremoto in mare piuttosto superficiale, non c'è stato uno tsumani”.

E' Thomas Brown, ricercatore della sede aretina dell'INGV, a spiegare all'AGI, cosa sia accaduto questa mattina in merito al terremoto delle 7:07, con magnitudo 5,7 ed epicentro sulla costa pesarese ad una profondità di 8 chilometri.

“La scossa è stata avvertita distintamente anche in Toscana e nell'Aretino – continua Brown – successivamente alla scossa di magnitudo 5.7, c'è stata una seconda scossa di mangnitudo 4.0 e ancora una quarantina di eventi “aftershock” fino a magnitudo 2.0.

Si tratta di eventi sismici, impropriamente detti “scosse di assestamento”, che servono a ripristinare l'equilibrio disturbato dalla scossa principale”.

Secondo l'INGV la faglia interessata dalla scossa delle 7:07, sembra essere quella posizionata nel retro dell'Appennino, ma sono ancora in corso le verifiche.

“I terremoti in mare non sono sconosciuti – prosegue Thomas Brown - quello che ricordiamo è del 1930 a Senigallia e nel 1916 un evento “gemello” di quello accaduto oggi. Questo fenomeno non cesserà prima di qualche giorno o settimana, in pratica dobbiamo aspettarci altre fenomeni “aftershock” nei prossimi giorni”.