Delitto di San Zeno. Da chiarire la causa della morte, nessuna ferita fatale sul corpo della vittima
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La ferita alla nuca non sarebbe stata mortale. Non spiegherebbe almeno da sola la morte di Luciano Buonfiglio
I primi riscontri medico-legali emersi dall’autopsia condotta dalla medicina legale di Siena aprono nuovi interrogativi sul delitto di San Zeno. Anche la quantità di sangue persa non sembrerebbe compatibile con un’emorragia esterna fatale.
In carcere con l'accusa di omicidio volontario Alexandra, 29enne, di origini colombiane, transgender, che a breve chiederà di essere interrogata dal pm per dare la sua versione.
Gli inquirenti in questa fase vogliono capire se un malore, uno scompenso cardiaco, può aver agito come concausa nel decesso. Si tratta, tuttavia, di possibilità ancora tutte da verificare. Gli ultimi esami ai quali Buonfiglio si era sottoposto di recente non avevano evidenziato problemi al cuore o di natura respiratoria.
Resta così da individuare il meccanismo che ha portato al decesso e capire se la causa possa essere ricercata in una lesione non immediatamente evidente.
Per avere risposte serviranno gli esami istologici, necessari a verificare la presenza di eventuali alterazioni nei tessuti.