Maria Vittoria scrive al Presidente Mattarella e lo invita al Saracino
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“Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, mi permetto di indirizzare alla Sua attenzione questa le ttera aperta, scrivendole semplicemente da giovane cittadina quale io sono”.
A scrivere è Maria Vittoria Meacci, 17 anni ancora da compiere, studentessa al terzo anno del
del Liceo “Vittoria Colonna” di Arezzo.
Nella lettera si richiama al 2026, “data storica per tutti noi italiani – scrive Maria Vittoria - quest’anno si celebra l'80° anniversario (1946-2026) di tre eventi che hanno cambiato la storia d’Italia: l’Assemblea Costituente, il referendum istituzionale e il primo voto alle donne, sancendone l’ingresso nella vita pubblica. Fra poco sarà l’8 marzo e dunque ciò che per noi ragazze risulta scontato è invece un diritto conquistato dopo secoli di lotte”.
Maria Vittoria, poi, elogia la nostra Costituzione e la definisce “un approdo sicuro. Nonostante le guerre - scrive ancora Maria Vittoria - dobbiamo avere fiducia nel futuro e alimentare la speranza”.
Nella lettera si cita Primo Levi, San Francesco, Giosuè Carducci con la celebre frase: “basterebbe Arezzo alla gloria d’Italia” e i grandi del passato Francesco Petrarca, Giorgio Vasari, Michelangelo Buonarroti, Guido Monaco, Piero della Fracesca. Una penna vivace, ma colta, quella di Maria Vittoria. Quasi impossibile pensare che abbia 16 anni. E allora chissà se proprio questa sua spiccata vena di impegno civile e culturale in un'età così giovane non faccia dire di sì al Presidente Matteralla all'invito che Maria Vittoria gli formula: la Sua presenza alla 150esima edizione della Giostra del Saracino, quella di domenica 6 settembre 2026. Cara Maria Vittoria, dal profondo del nostro cuore, grazie. Ci hai ridato, con questa tua lettera, la speranza nel futuro e nei giovani che, come dici tu, sono “pagine bianche”.