Campo di Marte, così il comune risolverà la questione del chiosco abbandonato

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Demolizione delle parti “non a norma” e una revisione generale di ciò che rimane e di conseguenza di cosa potrebbe, o non potrebbe, ospitare.
Al vaglio degli uffici comunali, qualcuno direbbe finalmente, il destino del chiosco di Campo di Marte ad Arezzo. Un simbolo, negli ultimi anni, di degrado e abbandono. Siamo dietro la stazione ferroviaria di Arezzo. Un luogo spesso teatro di fatti cronaca, ma che la popolazione residente rivendica come parco pubblico. Quello che si trova, dunque, al suo interno, non è solo un “chiosco”, ma un presidio che per quella zona della città potrebbe rappresentare ben altro.
L'amministrazione targata Comanducci, non lascerà ancora quest'area al suo destino e ha deciso di affrontare quella che comunque è una bella matassa da sbrogliare.
La questione era stata già accennata nello scorso consiglio comunale, in risposta ad una interrogazione di Marco Donati che aveva ricordato i danneggiamenti avvenuti ai contatori di abitazioni private in zona Campo di Marte e un fatto di cronaca avvenuto alla stazione ferroviaria. “Funziona il sistema di videosorveglianza – aveva chiesto Donati - nell’area della zona ferroviaria?”
Comanducci aveva risposto affermando che: “l’area mi preoccupa, ne parliamo spesso nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e ringrazio le forze dell’ordine per l’incremento dei controlli effettuati. A dimostrazione di un’attenzione che non viene meno. Le telecamere funzionano, ma lavoreremo per implementare l’illuminazione pubblica a Campo di Marte e abbiamo dato mandato agli uffici di abbattere le difformità edilizie del famoso casottino per procedere poi a una sua riapertura. Saranno un doppio utile presidio”.
A distanza di pochi giorni, il sindaco conferma la volontà di abbattere le costruzioni che non sono a norma. Erano state costruite dal vecchio gestore, ma adesso la normativa è cambiata.
Di fatto rimarrà il casottino originario. Certo più piccolo, ma non c'è altra strada.
“Dobbiamo tornare ad una situazione che ci permetta di utilizzarlo – afferma il primo cittadino - quindi verranno rimosse tutte le parti che non sono a norma. A quel punto passeremo alla fase successiva: trovare una nuova destinazione”.
Tornando alla configurazione originale, lo spazio si ridurrà di un bel po', questo potrebbe limitare molto la rosa di possibilità per il suo utilizzo, ma non sarà lasciato nulla al caso. Saranno valutati anche aspetti che consentano una vivibilità degli spazi.
“Perderemo spazio, ma non ci sono alternative – conferma Comanducci – rimarrà il casottino originale in muratura. Valuteremo anche la possibilità di un impianto di riscaldamento e la presenza di bagni”. Poi ci sarà da affrontare la questione più difficile: come utilizzarlo. “Ci sono tante idee sul possibile utilizzo, da parte dell'ente e abbiamo anche proposte di privati – conclude Comanducci - ma prima va capito bene fin dove possiamo arrivare. Quello che non è più possibile fare è nascondersi dietro al fatto che c'è una parte non a norma e lasciarlo al degrado. Quindi nel giro di qualche mese, vogliamo risolvere questa situazione”.

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