Giornata dell'Unità d'Italia e delle Forze Armate. Così le celebrazioni ad Arezzo
ArezzoTV
“Il 4 novembre alle ore 15,00 entra in vigore l'armistizio di Villa Giusti firmato il 3 novembre del 1918, segnando la fine della Prima guerra mondiale sul fronte italiano. E' praticamente la festa dell'unità d'Italia perché vengono riannessi Trento e Trieste come territori.
Importante è ricordare, anche rispetto a una situazione attuale di guerre, il milite ignoto che proprio il 4 novembre, fu tumulato nell'Altare della Patria”.
E' Tiziana Nocentini, presidente dell’Istituto Storico Aretino della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Arezzo, a ricordare la cornice storica della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. Ieri anche ad Arezzo le celebrazioni. Prima gli onori ai caduti al Sacrario militare di via dell'Anfiteatro, con la deposizione di una corona d'alloro. Poi in piazza Sant'Agostino con la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e del Ministro della Difesa.
Infine l’esposizione del tricolore da parte dei Vigili del Fuoco sul campanile della chiesa di Sant’Agostino.
“Noi non possiamo altro che dire grazie alle nostre forze armate per quello che fanno per la nostra sicurezza in Italia e all'estero – afferma il Prefetto di Arezzo Fabrizio Stelo - le missioni internazionali di pace, sottolineo la parola pace, che purtroppo non si concretizza come vorremmo. Anche qualche giorno fa c'è stato un evento assolutamente drammatico, per cui non possiamo che confermare, con la giornata di oggi, la nostra massima vicinanza e il nostro massimo ringraziamento a tutte le forze armate, anche non militari, qualunque sia il colore della divisa e qualunque siano le stellette indossate”.
Ad accompagnare il percorso la filarmonica "Guido Monaco" di Arezzo. Presenti anche una rappresentanza di studenti del Convitto "Vittorio Emanuele II" di Arezzo.
Proprio ai giovani, pensa il sindaco Marcello Comanducci con un video pubblicato sulle sue piattaforme social. Una vera e propria rubrica, così la definisce Comanducci.
“ Perché oggi - spiega Comanducci - è una rubrica che racconta le ricorrenze più importanti del nostro Paese e della nostra città con un linguaggio più vicino ai giovani. L’idea è semplice: spiegare cosa ricordiamo, perché lo celebriamo e cosa c’entra con la vita di tutti noi.
È un esperimento e sono curioso di vedere se riuscirà ad accorciare questa distanza. Se funzionerà, ho in programma altri dieci episodi dedicati alle principali ricorrenze nazionali e a quelle più significative per Arezzo. Perché conoscere la nostra storia è anche un modo per sentirsi parte di una comunità. Se avete figli – conclude Comanducci - fatelo vedere anche a loro e fatemi sapere che ne pensano. È soprattutto il loro parere che conta!”