Delitto di Foiano. "Lucido, determinato, scaltro. Movente banale". Le motivazioni dell'ergastolo
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"Lucido, determinato, scaltro. Movente banale". Queste le motivazioni della condanna all'ergastolo per Irfan Rana Muhammad, 39 anni, che il 5 ottobre 2024, ammazzò la psicologa e psicoterapeuta Letizia Girolami, 72, di cui era ospite e che chiamava perfino “mamma”.
L'uomo è stato condannato al massimo della pena lo scorso 9 gennaio, il pakistano è rinchiuso in carcere e il presidente della Corte d'Assise, Annamaria Loprete, ha appena depositato le motivazioni alla base del verdetto.
Un assassino “lucido, determinato, scaltro, indifferente, provocatorio”, si legge, capace di uccidere Letizia per un motivo banale (erano scappati i pulcini di pavone ed era arrabbiata) sintomo, questo, di svilimento etico, superficialità e antisocialità allarmante.
“Irfan era stato accolto in casa dalla famiglia della vittima ed era stato aiutato, in primis dalla stessa Girolami, aveva avuto un legame affettivo anche con la figlia di Letizia”, si legge ancora, “ha precostituito dopo il delitto tutta una serie di elementi volti ad allontanare da sé i sospetti dell'omicidio, ha agito con la determinazione consapevole di un criminale lucido e non è crollato per tutta la sera, in cui si è recato a Prato a trascorrerla con gli amici”.
A far scattare l'ergastolo è l'aggravante dei futili motivi, cioè la “sproporzione macroscopica tra il movente e il reato”: una ragione “inconsistente e assolutamente sproporzionata” rispetto al crimine.
Ora la sentenza di primo grado potrà essere impugnata in appello. L'avvocato di Irfan, Maria Fiorella Bennati, sta valutando. Aveva chiesto la perizia psichiatrica, ma la Corte d'assise non l'ha ammessa.