Elicottero caduto, recuperati i corpi delle due vittime

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Sono stati recuperati i corpi di Mario Paglicci e Fulvio Casini, i due imprenditori toscani che si trovavano a bordo dell'elicottero precipitato domenica 9 novembre mentre sorvolava le montagne dell'Alpe della Luna tra Marche e Toscana. Il resti della carlinga bruciata erano stati ritrovati nel bosco del Poggio dell’Appione, nel comune di Badia Tedalda, nell'Aretino. Oggi il recupero dei corpi delle due vittime, da parte dei Vigili del Fuoco di Arezzo.
“Le operazioni, visto il territorio particolarmente impervio – fanno sapere dal comando dei Vigili del Fuoco di Arezzo - sono state condotte dal personale del nucleo SAF (speleo alpino fluviale) del comando di Arezzo, che per raggiungere il luogo dell'incidente si sono avvalsi dell'elicottero Drago 125 con personale dei reparti volo VVF di Cecina e Arezzo. Le salme sono a disposizione dell'autorità giudiziaria, così come rimane sotto sequestro l'area dell'incidente. Le operazioni di recupero del relitto saranno effettuate successivamente su indicazione della Procura di Arezzo”.
Due le indagini avviate, una da parte della procura di Arezzo, titolare la pm Julia Maggiore e una da parte dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV). Ci saranno da accertare le possibili cause che hanno provocato la tragedia. Paglicci e Casini erano ripartiti con l'elicottero, un Augusta Westland 109, dall’aeroporto 'Giovanni Nicelli', dal Lido di Venezia e dovevano rientrare all'avio superficie Serristori di Castiglion Fiorentino, ma lì l'imprenditore aretino e il suo compagno di volo Casini non sono mai arrivati.
Da accertare se ci sia stata un’avaria a bordo mentre il velivolo sorvolava le montagne dell'Alpe della Luna tra Marche e Toscana. O se invece a causa delle cattive condizioni meteo, c’era nebbia, l’elicottero ha urtato il crinale. Intanto Arezzo piange Mario Paglicci, imprenditore definito da molto “illuminato” alla guida del gruppo Paglicci. A ricordarlo in queste ore anche il presidente di Estra Francesco Macrì.
“Addio a un grande amico e a un grande imprenditore
La notizia della scomparsa di Mario Paglicci mi ha profondamente colpito.
Mario era prima di tutto un caro amico, una persona autentica, generosa, con la quale ho condiviso momenti che non dimenticherò.
È stato un imprenditore straordinario, uno di quelli che meglio hanno rappresentato l’essenza dell’imprenditoria aretina nel settore orafo: visione, energia, determinazione e capacità di costruire valore attraverso il lavoro e la passione.
Insieme al fratello Giancarlo, ai figli Gianluca e Maria, e ai nipoti Alessandra, Silvia e Paolo, ha dato vita a un gruppo industriale che ha portato il nome di Arezzo nel mondo, distinguendosi per qualità, innovazione e serietà.
Mario aveva una forza vitale contagiosa. Sempre proiettato al futuro, curioso di tutto, capace di affrontare ogni sfida con entusiasmo e concretezza.
Accanto all’imprenditore, c’era l’uomo delle passioni: innamorato dei motori, appassionato di tutto ciò che rappresentava movimento, velocità, libertà. Gli elicotteri erano il suo sogno a occhi aperti, una passione che viveva con intensità e competenza.
Ho avuto il piacere di volare con lui più di una volta, e in quelle occasioni ho potuto apprezzare non solo le sue straordinarie capacità di pilota, ma anche la serenità e la gioia che provava nel volare.
Ricordo in particolare quando, molti anni fa, si mise gratuitamente a disposizione per le riprese di un film, pilotando il suo elicottero in una scena complessa: un gesto che racconta perfettamente la sua disponibilità, il suo coraggio , la sua generosità e il suo entusiasmo per la vita.
La sua scomparsa rappresenta una grande perdita per Arezzo e per tutto il mondo orafo. Mario con Giancarlo e la sua famiglia e' stato un protagonista vero della crescita economica della nostra città, un imprenditore che ha saputo unire il lavoro al sogno, la concretezza alla visione.
Mancherà a tutti coloro che lo hanno conosciuto, stimato e voluto bene.
E mancherà a me e alla mia famiglia perché era un amico vero, una persona speciale.
Alla sua famiglia — a Giancarlo, ai figli, ai nipoti — va il mio più sincero abbraccio, insieme al sentimento di vicinanza e di riconoscenza della nostra città. Ciao Mario, buon volo”.

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