Forum Risk, Monni: "taglio Irpef obiettivo ma prima garantire servizi qualità"
ArezzoTV
Tagliare l'aumento dell'addizionale Irpef in Toscana "è un obiettivo che il presidente Giani si è posto. Verificheremo se ci sono le condizioni per farlo. Ovviamente noi dobbiamo prima di tutto garantire assistenza e servizi di qualità ai cittadini, soprattutto quelli che riguardano la salute delle persone, e lo facciamo in un contesto difficile perché è un contesto in cui le risorse nazionali su cui il sistema poggia sono sempre più fragili, sempre più incerte, sempre minori in termini quantitativi". Lo ha detto Monia Monni, assessora alla salute della Regione Toscana, a margine del Forum Risk Management in sanità ad Arezzo, dove oggi pomeriggio parteciperà ad un incontro con altri assessori regionali alla salute, dal titolo "Verso un nuovo Piano sanitario nazionale".
Monni, si spiega in una nota, ha poi sottolineato che "intanto dobbiamo chiudere bene questo bilancio e lo faremo. Questo nuovo assessorato sarà misurato sul prossimo di bilanci, interverremo per razionalizzare ulteriormente il sistema e la spesa. Non è un tema facilissimo perché la nostra è una regione virtuosa, non è la regione degli sprechi e quindi quando si va a tagliare bisogna stare attenti a non diminuire il livello di qualità e di quantità dei servizi. Lo faremo nel corso del prossimo anno". Parlando poi delle liste di attesa e di come intenda agire per ridurle, l'assessora ha spiegato: "Certamente la creazione di una sanità territoriale efficace ed efficiente, dove i cittadini trovino risposte immediate a tutti i loro bisogni sarà un filtro importante rispetto agli ospedali e sarà anche un moltiplicarsi dei punti dove si possono trovare risposte". Per Monni, "il primo punto è questo, poi bisogna valorizzare il personale. Uno dei nostri obiettivi è quello di prenderci cura di chi ci cura, perché il sistema sanitario sono certamente le nostre strutture, ma sono soprattutto le nostre operatrici e i nostri operatori, e dobbiamo fare in modo di valorizzarli anche quando scelgono di andare in posti dove si va meno volentieri, perché ci sono meno possibilità di progressioni di carriera o perché è difficile arrivarci o perché sono appunto luoghi montani o luoghi più distanti dalle loro vite e questo lo faremo con grande attenzione".