Inaugurata "Casa Don Dino", nel solco dell'esempio del parroco aretino e di Federico Bindi
ArezzoTV
La Fraternità Federico Bindi ha inaugurato, alla presenza del Vescovo Andrea Migliavacca, il 25 novembre “Casa Don Dino”: un nuovo spazio di accoglienza dedicato a chi è in difficoltà. Un cohousing situato in via Benedetto Varchi ad Arezzo.
L’appartamento è stato per molti anni la casa di Don Dino Liberatori, figura amatissima dalla città e per lungo tempo cappellano della Casa Circondariale di Arezzo.
Il suo impegno verso gli ultimi, la capacità di ascolto e quel modo semplice e profondo di “amare la gente”, come ricordano coloro che lo hanno conosciuto, hanno ispirato fin dall’inizio la missione della Fraternità Federico Bindi. Il 25 novembre era anche l'anniversario della scomparsa di Federico Bindi, avvenuta nel 2009, a lui è intitolata l'associazione che da anni accoglie senza tetto e persone in difficoltà.
“E' uno dei modi migliori per ricordarlo – ha detto Grazia, la mamma di Federico - tutto quello che stiamo facendo attraverso questa Fraternità per gli ultimi, mi dà l'illusione che lui non sia mai morto. Federico si è sempre speso per gli ultimi. Aveva questa sensibilità particolare. La sua vita era dedicata a questo”.
Insieme al ricordo di Federico, quello di Don Dino, presenti all'inaugurazione anche le sorelle.
“Una persona estremamente semplice – ci raccontano le sorelle – è l’amore verso Cristo che gli ha consentito di essere così. Quello che ci lascia è un segno. Amare sempre Gesù Cristo per immedesimarci come ha fatto lui”.
Con “Casa Don Dino”, la Fraternità Federico Bindi, può accogliere fino a 25 persone, accompagnandole nella sfida della coabitazione e nella ricostruzione di legami familiari e sociali.
“La sfida è questa – afferma Cristiano Rossi presidente dell'associazione - aiutarli a trovare una autosufficienza. Queste sono case in cui le persone stanno soltanto per un certo periodo, la nostra ambizione è che riescano a trovare un lavoro, noi li aiutiamo per poi uscire e costruirsi una propria vita”.