Elicottero caduto, esame del DNA sui corpi delle vittime
ArezzoTV
Procedono le indagini sull'elicottero caduto domenica 9 novembre nella zona del Poggio dell’Appione, nel comune di Badia Tedalda, nell'Aretino. Ieri il recupero dei corpi delle due vittime che si trovavano a bordo del velivolo: l’imprenditore orafo aretino Mario Paglicci, 77 anni, e Fulvio Casini, 67 anni, di Sinalunga. Le due salme adesso sono a disposizione dell'autorità giudiziaria. La Procura di Arezzo ha aperto un fascicolo contro ignoti, si procede per omicidio colposo. Nelle prossime ore sarà affidato l'incarico ad un medico legale e ad un genetista. I corpi, carbonizzati, sono stati estratti dall’abitacolo completamente distrutto dalle fiamme. Per il riconoscimento sarà necessario l’esame del DNA, che verrà comparato con quello dei familiari. L’area dell’incidente resta sotto sequestro, i resti della carlinga ancora non sono stati rimossi. Sul velivolo la procura di Arezzo dovrà disporre una perizia tecnica. Le indagini si stanno svolgendo in collaborazione con l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, che ha a sua volta aperto un'indagine per capire cosa sia accaduto. L'elicottero con a bordo Paglicci e Casini, un Augusta Westland 109, aveva fatto perdere le sue tracce dal pomeriggio di domenica 9 novembre mentre sorvolava le montagne dell'Alpe della Luna tra Marche e Toscana. I due imprenditori erano ripartiti dall’aeroporto 'Giovanni Nicelli', dal Lido di Venezia e dovevano rientrare all'avio superficie Serristori di Castiglion Fiorentino, ma non sono mai arrivati.