Pestato dal branco, il racconto della vittima: “ho avuto paura di morire”
ArezzoTV
“Sto un po' meglio, mi hanno operato. Stanotte è stata brutta, mi hanno dovuto sedare, avevo tanto dolore”. E' ancora ricoverato all'ospedale di Arezzo, Alessandro Golini 35 anni fabbro di Castiglion Fiorentino, quando decide di raccontare, l’aggressione subita nel fine settimana nel centro del comune della Valdichiana.
Il violento pestaggio è avvenuto alle 2,00 circa della notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, nell’area tra Corso Italia e via Dietro le Mura. Un'aggressione durata una quindicina minuti, con calci e pugni, anche quando Alessandro si trovava a terra.
Pesanti le conseguenze: una lesione importante alla spalla. “Sembrava una frattura scomposta – racconta Alessadro- invece l'osso era completamente sbriciolato. Lo hanno dovuto ricostruire”.
Alessandro ha presentato denuncia, è assistito dall'avvocato Domenico Nucci. Non si spiega il perché di quanto accaduto.
“Quella sera, tornato da lavoro, ho fatto una doccia e sono andato in paese – racconta Alessandro - mi sono incamminato verso Corso Italia per fare un giro, come faccio sempre. Il gruppo si è avvicinato. Prima alcuni sguardi, poi uno schiaffo. Io ho reagito, facendo uno sgambetto ad uno di loro e l'ho fatto cadere. A quel punto mi sono venuti tutti addosso”.
Alessandro, per evitare guai, avrebbe quindi lasciato il locale, ma il gruppo lo ha seguito, lo ha raggiunto e poi lo ha colpito con con calci e pugni. Il pestaggio sarebbe avvenuto a più riprese.
“All'inizio erano 4 o 5 dopo sono aumentati – racconta il 35enne - c'è chi mi ha detto che erano 10”. Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Castiglion Fiorentino e Cortona che stanno ricostruendo quanto accaduto attraverso i video delle telecamere di sorveglianza e le immagini circolate sui social. A riprendere l'aggressione sarebbe stata una ragazza, anche lei strattonata.
“Quello (riferendosi al video circolato sui social ndr) è solo una parte di quello che è successo” - precisa Alessandro. Il fabbro racconta di non aver mai visto o conosciuto i suoi aggressori.
“Io non li conoscevo, giuro mai visti. Non mi spiego quello che è accaduto – prosegue Alessandro – ho avuto paura di morire”. Adesso c'è anche la preoccupazione per il lavoro. Il 35enne è un fabbro e lavora in proprio, la lesione alla spalla potrebbe costringerlo a fermarsi.