Caldo record, tocchermo i 40°. Parla l'esperto di Arezzo Meteo
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Un'altra ondata di calore sta per aggredire anche l'Aretino. A confermarlo è Lorenzo Sestini di Arezzo Meteo, che già nei giorni scorsi nelle pagine social dell'associazione aveva anticipato quello che è stato battezzato, in pieno dialetto aretino, come un "bercio" del cammello.
Ma Sestini non usa solo espressioni dialettali, ci mancherebbe, ma cita i “modelli previsionali, dove l'ormai "infallibile" (o quasi) GFS, almeno quando si tratta di prevedere le ondate di calore, difficilmente sbaglia”.
Insomma toccheremo i 40°. Incontriamo Sestini nei pressi della Chiusa dei Monaci.
Ci dia buone notizie, gli chiediamo. “Temo che non ce ne siano sotto il profilo ovviamente di queste calde temperature – afferma Sestini - non ci sono buone notizie, però la buona notizia è che sarà molto veloce, quindi sarà un urlo, tra virgolette, come abbiamo scritto sui social, questo “urlo del cammello” che si sta prolungando ogni anno sempre di più verso la nostra penisola”.
Una strada, quella verso il caldo estremo non certo tipico delle nostre zone, che sembra ormai segnata. “Il problema è proprio questo. Sono tantissimi anni che seguiamo le carte meteo, ogni anno queste temperature sono destinate ad aumentare anche se di poco – conferma Sestini - la strada che ci aspetta è questa. Un graduale aumento sempre, tutti gli anni”.
Scordiamoci, insomma, le temperature miti. “Ogni tanto arriva aria fresca, come abbiamo visto in questi giorni – prosegue Sestini – causa anche qualche temporale di calore, abbastanza forte, però non riesce mai ad entrare come un vero “break temporalesco”, infatti dopo pochi giorni abbiamo temperature comunque verso i 34°-35° gradi. Quindi questa è l'estate che ci aspetta nel prossimo futuro, se non peggio”. I temporali violenti diventeranno la normalità.
“Ovviamente più calore abbiamo, più energia si accumula al suolo – conferma Sestini - e nel momento in cui c'è questo ricircolo di aria, causa violenti temporali con forti grandinate e forti colpi di vento”.
Come ci si difende? “Innanzitutto il verde, piantare più alberi possibile – afferma Sestini – e poi cambiare un pò le nostre abitudini. Dobbiamo essere più attenti a proteggerci quando usciamo di casa”. Creme solari e cappellini, insomma e poi non uscire nelle ore più calde della giornata.
Accorgimenti utili per gli essere umani, ma l'agricoltura come si protegge?
“Purtroppo siamo abituati ormai da un po' di anni a queste criticità, a questi sbalzi di temperature, con eventi piovosi importanti, a volte catastrofici – afferma Lidia Castellucci presidente di Coldiretti Arezzo - quindi l'agricoltore si sta strutturando per difendersi, ma non è facile.
Abbiamo avuto di recente un incontro con i Consorzi di Bonifica della Toscana, proprio per cercare di spingere la Regione e il Ministero a mettere risorse per combattere la crisi idrica. Senza acqua molti agricoltori stanno abbandonando, riducendo le produzioni”.
Le fa eco la presidente della Cia Serena Stefani.
“L'acqua è la vera infrastruttura strategica: sicurezza alimentare competitività, sviluppo e mantenimento del paesaggio e dell'ambiente dipendono dagli investimenti e dalle realizzazione dei progetti – afferma la Stefani – il tempo è finito. Non si può più aspettare: dobbiamo completare il sistema di distribuzione di Montedoglio, recuperare i piccoli invasi collinari e montani, realizzare la diga sull'Ambra per portare l'acqua nei campi e garantire agli agricoltori la certezza della disponibilità della risorsa a prezzi sostenibili”.