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Elicottero caduto, la famiglia Paglicci: "Zio mario scomparso con il suo sogno"

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“Sono serena perché lo zio Mario è scomparso con il suo sogno: il suo amato elicottero. Adorava volare sempre più in alto nella vita e nel lavoro. E’ stato un maestro di vita. E’ ora nostro dovere morale proseguire a volare e sognare con lui”. Queste le parole della nipote di Mario Paglicci, Alessandra, in un comunicato firmato dai figli Gianluca e Maria, dal fratello Giancarlo e dai nipoti Paolo, Silvia e la stessa Alessandra. L'imprenditore aretino, 77 anni, si trovava a bordo dell'elicottero scomparso da domenica 9 novembre dai radar e ritrovato ieri intorno alle 10,00 tra le montagne aretine. Paglicci viaggiava assieme ad un altro imprenditore Fulvio Casini di Sinalunga.
Secondo una prima ricostruzione, ci sarebbe stata un’avaria a bordo, mentre il velivolo sorvolava le montagne dell'Alpe della Luna tra Marche e Toscana. Un primo messaggio sarebbe arrivato al cellulare di una parente di Paglicci, poi l’allarme, scattato intorno alle 17 con una richiesta di aiuto al 118 della Asl Toscana Sud Est attraverso il sistema satellitare internazionale Cospas-Sarsat, progettato per coordinare operazioni di ricerca e soccorso.
Da allora sono state ore infinite di angoscia e di lavoro incessante da parte dei soccorritori di due regioni, Toscana e Marche. In un primo momento si è cercato anche nel versante umbro e romagnolo. Un territorio di confine, particolarmente avverso e impervio, in cui cercare l'elicottero con a bordo i due imprenditori toscani. L'azienda sanitaria ha attivato il piano delle maxi emergenze, con il disaster manager Luca Pancioni che ha coordinato i soccorsi. Il punto base dei soccorsi è stato individuato in località Perchiole, nel comune di Borgo Pace nel Marchigiano.
Qui pare che alcuni residenti abbiano avvistato, nel pomeriggio di domenica, l'elicottero e poi sentito un forte boato. Ma non ci sono conferme ufficiali. Impegnati nelle ricerche i Vigli del Fuoco e gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico delle due regioni, che si sono mossi fin da subito lungo il crinale che divide la Toscana dalle Marche. Ad individuare il punto esatto in cui l'elicottero è caduto, sono stati i Vigili del Fuoco di Arezzo con l'elicottero Drago. Un'operazione che ha richiesto ore e ore di ricerche, in un primo momento sia la nebbia che le tenebre della notte non hanno certo favorito il ritrovamento del velivolo. Le ricerche non si sono comunque mai fermate, nemmeno di notte. Non appena le condizioni meteo sono state più favorevoli, l'elicottero è stato individuato, ma raggiungerlo non è stato semplice, come ci racconta Daniele Gelli, delegato della XXXIII Delegazione Appenninica del Soccorso Alpino e Speleologico della Toscana.
“Il velivolo è stato ritrovato da un sorvolo dell'elicottero dei Vigili del Fuoco – afferma Gelli – nelle ricerche sono state impegnate più di 50 persone. Sono stati utilizzati anche i droni. Non appena le condizioni meteo sono state più favorevoli, l'elicottero è stato individuato. E' stato un intervento sinergico dei vari servizi regionali, Marche e Toscana. La ricerca è partita dalle Marche, il ritrovamento è stato in Toscana, a 300 metri dal confine marchigiano”.
L'area, particolarmente impervia, è stata delimitata per ragioni di indagini e sicurezza. Sono in corso gli accertamenti da parte degli inquirenti. I corpi non sono ancora stati recuperati. Sul posto anche i carabinieri, le indagini sono coordinate dalla Procura di Arezzo. Intanto la famiglia ci tiene a ringraziare le forze dell'ordine, i soccorritori e i volontari per l’impegno profuso nella ricerca e nel recupero del loro congiunto.
“Mio zio - continua la nipote Alessandra - ha superato negli anni tante malattie molto gravi. Era attaccatissimo alla vita e le aveva sconfitte tutte con una forza indicibile. Ha deciso di lasciarci inviandoci un video in cui sorrideva dentro il suo elicottero con il pollice alzato mentre ripartiva da Venezia. Ci ha lasciato con il sorriso e l’ottimismo che solo un grande imprenditore può possedere”. Un messaggio di cordoglio arriva anche da tutti gli appassionati di volo dell'avio superficie “Serristori” di Castiglion Fiorentino. Era qui che l'elicottero di Paglicci, un Augusta Westland 109 stava rientrando dopo essere partito dall’aeroporto 'Giovanni Nicelli' dal Lido di Venezia, ma nell'Aretino i due imprenditori non sono mai tornati. Il presidente Franco Bentenuti, che è sempre stato accanto ai familiari durane l'attesa delle notizie, ci conferma che la vicenda ha sconvolto tutti gli appassionati di volo del club della Valdichiana. “Erano amici, appassionati di volo – afferma Bentenuti – con loro condividevamo questa passione”.

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