Scontro tra comune di Arezzo e dipendenti su salario accessorio e polizia municipale
ArezzoTV
E' scontro tra i lavoratori del comune di Arezzo e l'amministrazione comunale. Le questioni sono due: salario accessorio e polizia locale. Le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Csa, con un documento votato all'unanimità dall'assemblea dei lavoratori, hanno dichiarato lo stato di agitazione.
La prima questione quella del salario accessorio, riguarda le possibilità offerte dal decreto PA del Governo.
“Stiamo assistendo ad una migrazione continua dei lavoratori dal comparto delle funzioni locali ad altri comparti della pubblica amministrazione o anche nel privato – afferma Giacomo Nebbiai RSU Cgil del comune di Arezzo - stanno scappando perché ormai i salari hanno subito un deterioramento per effetto dell’inflazione molto importante. Il decreto PA, recentemente trasformato in legge, permette una deroga al tetto del salario accessorio (fermo al 2016 ndr). La nostra proposta è di 800mila euro che non andrebbero ad intaccare i piani assunzioni del Comune di Arezzo”.
L'amministrazione comunale non avrebbe risposto di no ma che alla questione starebbero lavorando gli uffici preposti.
Una risposta troppo “vaga”, continuano i sindacati, “il Comune ci ha risposto che la valuterà nell’ambito delle variazioni di bilancio che sono in programma tra agosto e ottobre. Risposta vaga, tempi lunghi e nessuna certezza: per noi inaccettabile”.
La seconda questione sul tavolo sindacale, non di minore importanza è la polizia locale che in un documento, che contiene 11 punti, ha già presentato all'amministrazione comunale tutte le richieste. Ad oggi non risolte. Si va da argomenti più tecnici quali ad esempio il vestiario a quello generale della nuova caserma.
“I nostri vigili, per dirla con una battuta, hanno uniformi difformi – prosegue Nebbiai - cioè vanno in giro con divise diverse. Gli ultimi assunti avevano le pettorine. E poi ci sono tutta una serie di questioni legati all'attuale caserma di Via Setteponti non risolte”.
Sul fronte della sicurezza urbana è stato Mirco Paceschi, rappresentate Rsu Cgil per la pm, ad intervenire sul tema ad esempio dell'uso del taser (una pistola elettrica utilizzata dalle forze dell'ordine ndr).
“L'uso di questo strumento implica anche delle possibili conseguenze legali – afferma Paceschi –
c'è una norma nel nostro CCNL che prevede, nel caso di apertura di un procedimento penale a carico di dipendenti nell’attività di servizio, di richiedere una copertura legale mediante la scelta di un difensore di comune accordo. L’amministrazione interpreta in senso restrittivo questa norma dicendo che può sussistere un conflitto di interessi e richiede la chiusura del procedimento. Quindi da una parte l’amministrazione ci chiede di usare questi strumenti dall’altra ci nega le tutele indispensabili”.
Su via Fabio Filzi invece viene ribadito che, secondo l'opinione della maggior parte dei vigili urbani come già puntualizzata con un documento nel 2018, “quella non è la sede tecnicamente più adatta”.
Adesso si attende, come da normativa, la convocazione per un incontro in Prefettura per un tentativo di conciliazione, ma se questo non dovesse andare a buon fine non escludono altre azioni. Sciopero compreso.