Crollo al professionale Marconi, lunedì l'indirizzo moda trasferito. Interviene Cobas Scuola

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Riceviamo e pubblichiamo la nota Cobas scuola.
"Crolla il solaio e il controsoffitto di un'aula e tutto l’edificio scolastico è dichiarato inagibile. E’ accaduto all’IPSIA di San Giovanni Valdarno e tutta la scuola resta chiusa senza che sia possibile sapere una data certa nella quale sarà ristabilita la regolare frequenza agli studenti.
Mentre si procede ad una digitalizzazione forzata delle scuole e aumentano gli investimenti in tecnologia (la scuola aveva aderito al progetto Dada) che sarà obsoleta tra qualche anno, si trascurano le strutture, che sono obsolete da tempo e che presentano il loro conto di crolli. Un problema diffuso, quello dei crolli nelle scuole in Italia.
Proprio nei giorni scorsi, Cittadinanzattiva ha presentato il XXI Rapporto sulla sicurezza delle scuole. In sintesi, il calo demografico si fa sentire soprattutto nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, con una riduzione di oltre 105 mila studenti, ma restano ancora aule sovraffollate in cinque classi su cento delle superiori. Sulle certificazioni nessun passo in avanti, ne resta priva circa la metà delle scuole; nell’ultimo anno scolastico ci sono stati ben 61 episodi di crolli, un boom rispetto all’ultimo quinquennio. E docenti e dirigenti segnalano infiltrazioni di acqua e distacchi in un terzo delle scuole e addirittura crepe in un quarto dei casi.
Gli edifici costruiti prima del 1976 sono il 47%, solo l’11% circa è progettato secondo la normativa antisismica e su appena il 3% sono stati effettuati interventi di adeguamento e miglioramento sismici. Circa il 58% è privo del certificato di agibilità, il 55% di quello di prevenzione incendi, il 41% del collaudo statico.
Tra settembre 2022 e agosto 2023 Cittadinanzattiva ha registrato 61 crolli, numero mai raggiunto in questi ultimi 6 anni, di cui 24 nelle regioni del Sud e nelle Isole (39%), 23 nel Nord (38%), 14 nelle regioni del Centro (23%): 9 in Lombardia, 5 in Piemonte, 3 in Liguria e in Emilia Romagna, 2 in Veneto, 1 in Friuli Venezia Giulia; 8 in Campania, 7 in Sicilia, 5 in Sardegna, 1 in Puglia, Calabria, Abruzzo, Basilicata, Umbria; 8 nel Lazio, 5 in Toscana.
Tali episodi hanno provocato il ferimento di sei studenti, un'insegnante, una collaboratrice scolastica, oltre che danni agli ambienti e agli arredi, interruzione della didattica, provocando ingenti disagi e paura agli studenti e alle loro famiglie. Si è trattato fortunatamente di crolli avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole per le festività. Le cause sono in gran parte da ravvisare nella vetustà degli edifici e dei materiali con cui sono stati costruiti, nell’assenza o carenza di manutenzione, nella riduzione degli investimenti relativi a indagini e interventi su controsoffitti, solai, tetti, nella mancanza di tempestività nell’intervenire.
Tra queste possibili cause sicuramente vi è quella del crollo a S. Giovanni Valdarno, presso l’Istituto Professionale Marconi delle cittadina valdarnese, dove lo scorso 14 settembre è crollato il solaio e controsoffitto di un'aula. La soluzione adottata vede gli studenti del professionale frequentare lo stesso edificio frequentato dagli studenti del tecnico: tre ore scarse di lezione per entrambi gli indirizzi di studio nei primi 15 giorni di lezione. Parlare di garanzia dell’offerta formativa, in questo caso, non può che essere un eufemismo. Siamo tornati ai doppi turni, come accadeva negli anni ’60.
Non è dato sapere se è stata avviata una ricerca di altri locali da parte della Provincia o da altri enti pubblici che ne abbiano la eventuale disponibilità, né quale esito abbia dato.
Pertanto nella scuola sembra che andrà a regime dalla prossima settimana, dopo i doppi turni, un altro passo indietro – obbligato dalla mancanza di alternative che gli enti locali finora non hanno offerto – che riporta gli studenti al biennio buio della DAD, un biennio che gli studenti stanno ancora pagando in termini di formazione inadeguata."

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