Via Fabio Filzi, arriva l'ordinanza di Ghinelli. Si tratta di una procedura di esecuzione in danno
ArezzoTV
Un mese di tempo i lavori di messa in sicurezza igienico-sanitaria dell'immobile di Via Fabio Filzi. Sono quelli che il comune di Arezzo, con un ordinanza del sindaco, concede alla proprietà, il Gruppo Iccrea, per bonifcare l'area. Altrimenti ci penserà l’amministrazione, intervenendo direttamente nel cantiere e rimettendo poi alla proprietà il costo dei lavori.
Si chiama procedura di esecuzione in danno e l’ha messa nero su bianco il sindaco Alessandro Ghinelli firmando una delle ultime ordinanze del suo secondo mandato.
Nell'immobile doveva sorgere la caserma della polizia municipale, poi i fatti sono andati ben diversamente. Ora il cantiere, fermo da mesi, rappresenta un pericolo per la salute pubblica.
L'acqua piovana e di falda ha creato delle “piscine” tra gli scavi delle fondamenta. I residenti, da mesi, devono fare i conti con zanzare, insetti e topi.
Due i diversi fronti temporali con cui si chiede alla proprietà di procedere. Entro cinque giorni dalla notifica dell’ordinanza, dovrà avvenire il “drenaggio e prosciugamento, ovvero alla rimozione delle acque stagnanti senza soluzione di continuità fino al completo prosciugamento del fondo dello scavo senza accumuli di acqua ai lati delle fondazioni”.
Entro 30 giorni dovrà essere effettuato il tombamento, ovvero “il riempimento dell’area di scavo, impedendo categoricamente nuovi ristagni o l’affioramento della falda freatica”.
Seguono una serie di prescrizioni, compresa la rimozione di tutti i materiali di cantiere presenti e delle sterpaglie e rifiuti abbandonati, “oltre al consolidamento della recinzione per garantire l’impossibilità di accesso”.
L’ordinanza dispone che “in caso di mancato inizio dei lavori nel termine indicato, o di esecuzione parziale, accertata l’inerzia si procederà d’ufficio all’esecuzione in danno, ovvero con rivalsa di tutte le spese sostenute”.
Una ferita importante per il tessuto cittadino. L'ordinanza è già operativa, ma se la proprietà non darà corso a quanto intimato, sarà il prossimo sindaco di Arezzo, a dover dar corso, eventualmente, alla procedura di esecuzione dei lavori in danno.