Pronto soccorso, codici minori al terzo settore. Al via la sperimentazione ad Arezzo
ArezzoTV
Al via dal primo luglio la sperimentazione in pronto soccorso ad Arezzo, che prevede l'affidamento dei codici minori al terzo settore: Misericordia, Anpas e Croce Rossa.
I pazienti che giungeranno al pronto soccorso dell’ospedale di Arezzo con un codice minore, meno grave, saranno affidati per una prima valutazione, a medici, infermieri e volontari di quelle associazioni.
Il mese di luglio sarà un primo banco di prova per mettere a punto tutti i tasselli di questa nuova organizzazione.
Le associazioni di volontariato dovranno mettere a disposizione i loro volontari per una sorta di accoglienza e assistenza alle persone che entreranno con i codici minori, le prestazioni sanitarie spetteranno a medici ed infermieri, indicati da una Associazione temporanea di scopo, sottoscritta dai vertici delle tre associazioni.
“Come croce Bianca contribuiremo anche noi – afferma il presidente della Croce Bianca di Arezzo Urbano Dini - certo che, pur con la massima volontà di dare una mano, i vecchi problemi rimangono. Prevalentemente la difficoltà maggiore è quella di trovare persone, volontari”.
“I mesi di luglio e agosto sono sicuramente particolari, mesi di ferie per tutti – afferma il presidente della Croce Rossa di Arezzo Luca Gradassi – ma come sempre il volontariato risponde, come del resto risponde tutti i giorni a bordo delle ambulanze per tutti gli altri servizi sanitari di cui la popolazione necessita. Daremo anche noi una mano”.
Una soluzione, quella idividuata, che è stato più volte sottolineato, ha carattere eccezionale.
“Noi come Misericordia da anni, come del resto anche la Croce Bianca e la Croce Rossa, lavoriamo nell'emergenza – afferma il governatore della Misericordia di Arezzo Pierluigi Rossi – quindi siamo persone di grande esperienza nel settore dell'emergenza, ma all'interno del pronto soccorso, i nostri volontari agiranno sulle relazioni. Non interverremo con prestazioni sanitarie, per quelle ci sarà un medico e un infermiere”.
Un provvedimento, però, che è stato fortemente criticato da più parti. La prima era stata la Cgil di Arezzo che chiedeva che la eccezionalità della sperimentazione, fosse messa nero su bainco.
Poi nell'ordine la policia. Primo il Pd, con una nota aveva sentenziato: "basta rattoppi, urgente un rilancio della sanità pubblica". Poi, il neo consigliere comunale di Scelgo Arezzo Fabio Buricchi, con un video di fronte al pronto soccorso di Arezzo, chiede, in merito ai codici minori: "come vengono gestiti? Dubbi e domande meritano una risposta".
Quindi Avs con il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, che ha depositato un’interrogazione sulla delibera Asl da 570 mila euro per l'affidamento dei codici minori al terzo settore.
Infine il caso approderà in parlamento per intervento dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Enrico Tucci, vicepresidente della Commissione Sanità, e Gabriele Veneri, che annunciano di aver “interessato parlamentare Francesco Michelotti, perché apra un’interlocuzione con la direzione generale del ministero della salute per verificare la legittimità e conformità di tali atti e procedure a tutela del diritto alla salute dei toscani”.
A margine di tutto questo, alla nostra redazione continuano ad arrivare segnalazioni. L'ultima in ordine di tempo, proprio nei giorni di avvio della sperimentazione. Pazienti che, stanchi di attendere in pronto soccorso al San Donato, si sono rivolti a strutture private del territorio.